Bio
Stefania Cupillari è un’architetta e dottoranda presso il Dipartimento di Architettura (DIDA) dell’Università degli Studi di Firenze. Nel luglio 2012 si laurea in Architettura presso l’Università di Firenze con una tesi dal titolo “La ricostruzione del borgo di Castelnuovo, AQ: Piazza Aia Marina, il centro ritrovato della rinascita sociale”. Nel 2015 frequenta il corso avanzato Lighting Design – Progettare la luce presso IED Firenze. Dal 2019 è co-fondatrice di Urban LIFE Srl, spin-off accademico dell’Università di Firenze, che sviluppa strategie integrate di rigenerazione urbana e supporta soggetti pubblici e privati nelle trasformazioni sostenibili degli spazi aperti. Nello stesso anno inizia a collaborare con il DIDA come borsista di ricerca, partecipando al percorso partecipativo Laboratorio San Lorenzo, coordinato da Cantieri Animati. Svolge attività di ricerca-azione e progettazione su temi di rigenerazione urbana, processi partecipativi e lighting design, collaborando con enti pubblici e realtà professionali a livello nazionale e internazionale. Nel 2026 svolgerà un periodo di ricerca nell’ambito del progetto europeo Horizon Plan-B, presso l’Università di Ghent, approfondendo approcci innovativi alla valutazione dell’inquinamento luminoso e alla pianificazione del buio come risorsa in un framework europeo.
Interessi scientifici
Urbanistica, rigenerazione urbana, darkness design, sostenibilità ambientale, pianificazione territoriale, Processi partecipativi e governance multilivello.
Titolo della tesi: Coabitare ambienti notturni sostenibili e sicuri: strumenti innovativi per la valutazione del valore dell’oscurità negli ecosistemi urbani.
Tutor: Giuseppe De Luca
Co-tutor: Stefano Mancuso, Gherardo Chirici, Costanza Borghi
Abstract
La ricerca di dottorato Coabitare ambienti notturni sostenibili e sicuri indaga il ruolo dell’oscurità come risorsa socio-ecologica negli spazi verdi urbani, in un contesto globale in cui oltre l’80% della popolazione vive sotto cieli affetti da inquinamento luminoso. L’Artificial Light at Night (ALAN) impatta sulla salute umana, sulla fauna e sulla vegetazione, alterando i cicli luce-buio e i processi fenologici, modificando la crescita delle piante e influenzando i servizi ecosistemici. Allo stesso tempo, l’illuminazione pubblica sostiene sicurezza percepita, pedonabilità e inclusività, evidenziando la complessità del bilanciamento tra dimensione ecologica e sociale. La ricerca adotta un approccio transdisciplinare e multi-scalare, integrando ecologia urbana, telerilevamento e scienze sociali, per esplorare le interazioni tra sostenibilità ecologica e fruizione notturna degli spazi verdi, con attenzione alla prospettiva di genere. La metodologia combina un’analisi globale basata su dati satellitari (VIIRS DNB) per valutare l’impatto dell’ALAN sulla vegetazione, un’analisi comparativa internazionale e un caso studio locale nel Comune di Firenze, integrando telerilevamento, GIS, dati istituzionali e questionari sensibili alla raccolta di informazioni relative al genere. Il progetto mira a definire indicatori e strumenti innovativi per valutare il valore ecologico e sociale dell’oscurità, contribuendo a modelli di pianificazione urbana, metodologie di mitigazione dell’ALAN, analisi normativa e strumenti di governance interdisciplinare, rafforzando la componente applicativa e politica del dottorato all’interno del framework metodologico e normativo europeo. L’esito atteso è la produzione di linee guida trasferibili per supportare amministrazioni locali e stakeholder nella gestione sostenibile dell’illuminazione e nella promozione di spazi urbani sicuri, inclusivi e resilienti.
Ultimo aggiornamento
18.06.2026