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Lucrezia Gelichi

Lucrezia Gelichi
Ciclo: XXXIX
Contatti: lucrezia.gelichi(AT)unifi.it

Bio

Laureata magistrale in Architettura presso l'Università degli Studi di Firenze nel 2022, con una tesi dal titolo Un filo verde che ci unisce, dedicata ai temi della riqualificazione urbana e territoriale e alla valorizzazione delle infrastrutture verdi nel contesto della città di Roma.
Tra il 2022 e il 2023 ho svolto un'attività di ricerca finanziata tramite borsa di studio in collaborazione con il Comune di Prato, occupandomi di processi di rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e riqualificazione di quartieri e aree urbane. Nell'ambito di tale esperienza ho contribuito alla redazione di studi e testi dedicati all'analisi e alla trasformazione del territorio. Dal 2023 sono dottoranda del corso di Dottorato in Urban Future Studies presso l'Università degli Studi di Firenze, dove sviluppo attività di ricerca sui temi della pianificazione urbana e territoriale, della sostenibilità e della rigenerazione urbana. Nel 2024 ho frequentato e concluso il Master Futuro Vegetale dell'Università degli Studi di Firenze, approfondendo il ruolo del verde e delle infrastrutture vegetali anche nei processi di progettazione, rigenerazione e adattamento ambientale.

Interessi scientifici

L'attività di ricerca si concentra sui temi della pianificazione urbana e territoriale, della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alle relazioni tra trasformazioni urbane, infrastrutture verdi e qualità degli spazi di vita.
Gli interessi scientifici riguardano inoltre l'analisi dei processi di sviluppo territoriale, la resilienza delle città di fronte alle sfide ambientali e climatiche, le pratiche di governance e partecipazione nei processi di pianificazione, la mobilità sostenibile e il ruolo del verde urbano come strumento di innovazione ecologica e sociale. Ulteriori ambiti di interesse comprendono l'analisi spaziale e territoriale, l'utilizzo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) e lo studio delle strategie di adattamento e transizione ecologica nei contesti urbani contemporanei.

Titolo della tesi: Urban Vitality Index: Valutare la vitalità territoriale per orientare le politiche di rigenerazione urbana

Tutor: Giuseppe De Luca

Co-tutor: Costanza Borghi, Gherardo Chirici

Abstract

Negli ultimi decenni il concetto di rigenerazione urbana è diventato uno dei paradigmi più utilizzati nel dibattito urbanistico e nelle politiche territoriali. Con questo termine si indicano generalmente interventi finalizzati al miglioramento della qualità urbana, alla riqualificazione di aree degradate o alla trasformazione di parti di città considerate fragili o marginali. Tuttavia, nel tempo la nozione di rigenerazione urbana ha progressivamente assunto i caratteri di una categoria ampia e talvolta ambigua, utilizzata per descrivere interventi molto diversi tra loro, che spaziano dalla riqualificazione architettonica alla realizzazione di spazi pubblici, fino all’introduzione di elementi di verde urbano. In molti casi, la presenza di vegetazione o di infrastrutture verdi viene implicitamente associata a processi di rigenerazione, come se l’introduzione di alberature, parchi o giardini fosse di per sé sufficiente a generare qualità urbana e benessere territoriale.

Questa semplificazione rischia tuttavia di ridurre la complessità delle trasformazioni urbane. La presenza di verde, infatti, non garantisce automaticamente condizioni di vivibilità, accessibilità o benessere per le comunità che abitano un territorio. Allo stesso modo, un intervento di rigenerazione può produrre effetti limitati se non considera le relazioni tra dimensioni ambientali, sociali e infrastrutturali. In questo senso, diventa necessario superare una visione esclusivamente progettuale della rigenerazione urbana per interrogarsi più profondamente sulle condizioni che rendono un territorio effettivamente vitale. All’interno di questo quadro, la presente ricerca propone di spostare l’attenzione dal concetto di rigenerazione urbana, spesso utilizzato in modo generico, al concetto di vitalità territoriale socio-ecologica. La vitalità urbana viene qui intesa come una condizione multidimensionale che emerge dall’interazione tra sistemi ambientali, pratiche sociali e infrastrutture urbane. Un territorio può essere considerato vitale quando è in grado di sostenere contemporaneamente processi ecologici, relazioni sociali e condizioni di accessibilità che permettono alle persone di vivere, attraversare e utilizzare gli spazi urbani e periurbani in modo equilibrato. In questa prospettiva, la vitalità non è una proprietà legata esclusivamente alla presenza di elementi naturali o alla qualità formale dello spazio urbano, ma il risultato di relazioni dinamiche tra componenti ecologiche, sociali e infrastrutturali. Per rendere operativa questa prospettiva teorica, la ricerca sviluppa l’Urban Vitality Index (UVI), un indicatore composito concepito per valutare la vitalità socio-ecologica dei territori urbani e periurbani. L’indice integra tre dimensioni principali: la dimensione ambientale, la dimensione sociale e la dimensione infrastrutturale. La dimensione ambientale considera aspetti quali la qualità ecologica, le condizioni microclimatiche, la presenza di biodiversità e la capacità degli spazi di contribuire al miglioramento delle condizioni ambientali urbane. La dimensione sociale analizza invece il modo in cui gli spazi vengono percepiti e utilizzati dalle comunità locali, prendendo in considerazione pratiche di frequentazione, percezioni legate alla qualità del luogo e il rapporto tra abitanti e ambiente naturale. Infine, la dimensione infrastrutturale riguarda l’accessibilità degli spazi, la presenza di connessioni urbane, la disponibilità di servizi e la possibilità per le persone di raggiungere e utilizzare tali luoghi. Le tre dimensioni sono considerate con lo stesso peso all’interno dell’indice, poiché la vitalità territoriale emerge dall’equilibrio tra queste componenti. Un territorio caratterizzato da elevata qualità ambientale ma scarsa accessibilità o scarso utilizzo sociale, ad esempio, non può essere considerato pienamente vitale. Allo stesso modo, uno spazio altamente accessibile ma privo di qualità ambientale o di valore sociale risulterà limitato nella sua capacità di generare benessere territoriale. La vitalità socio-ecologica è quindi il risultato di un sistema di relazioni interdipendenti, in cui ambiente, società e infrastrutture contribuiscono congiuntamente alla qualità complessiva del territorio. L’Urban Vitality Index produce valori compresi tra 0 e 1, consentendo di rappresentare in forma sintetica il grado di vitalità dei territori analizzati. Valori prossimi allo zero indicano condizioni di maggiore fragilità territoriale, mentre valori più elevati indicano territori caratterizzati da un maggiore equilibrio tra dimensioni ambientali, sociali e infrastrutturali. Attraverso la costruzione di mappe della vitalità territoriale, l’indice consente di individuare aree fragili, aree intermedie e aree caratterizzate da livelli più elevati di vitalità socio-ecologica. La ricerca applica questo approccio al caso studio della Valle dell’Aniene a Roma, un contesto particolarmente significativo perché collocato al confine tra aree urbane densamente abitate e spazi naturali protetti. La valle rappresenta un corridoio ecologico di grande importanza all’interno del sistema metropolitano romano e costituisce un territorio di transizione in cui si intrecciano dinamiche ambientali, pressioni urbanistiche e pratiche sociali legate all’uso degli spazi verdi. L’applicazione dell’indice in questo contesto consente di analizzare la relazione tra parchi, quartieri urbani e infrastrutture, evidenziando come la vitalità territoriale dipenda dalla capacità di integrare sistemi ecologici e sistemi urbani. Oltre alla funzione diagnostica, l’Urban Vitality Index assume anche un ruolo strategico nel processo di pianificazione territoriale. L’indice può essere utilizzato per individuare le aree che necessitano di interventi di rigenerazione, ma anche per orientare la progettazione urbana verso soluzioni più integrate e consapevoli delle relazioni socio-ecologiche del territorio. Inoltre, lo strumento può essere applicato in diverse fasi del processo di pianificazione: nella fase di analisi preliminare per identificare fragilità territoriali, durante la progettazione per valutare l’impatto potenziale degli interventi e, infine, nella fase successiva alla realizzazione per monitorare nel tempo gli effetti delle trasformazioni urbane. In questo senso, l’Urban Vitality Index non si configura soltanto come uno strumento di analisi territoriale, ma come un supporto alla definizione di politiche pubbliche più informate e sensibili alla complessità dei sistemi urbani. La ricerca contribuisce così al dibattito contemporaneo sulla rigenerazione urbana proponendo un approccio che integra dimensioni ecologiche, sociali e infrastrutturali e che considera la città e il territorio come sistemi socio-ecologici interconnessi. Attraverso la valutazione della vitalità territoriale, diventa possibile orientare le trasformazioni urbane verso modelli di sviluppo più equilibrati, sostenibili e capaci di rispondere alle esigenze delle comunità e degli ecosistemi urbani.

Ultimo aggiornamento

05.06.2026

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